Testimonianza di Anna (DUPLICA)

Testimonianza di Anna

Buon giorno a tutti!

Sono contenta di poter condividere con voi il mio cammino di risurrezione, perché anche io sono tante volte sorpresa di quanti miracoli Dio fa nelle nostre vite. Mi chiamo Anna, ho 23 anni e vengo dalla Slovacchia. Sono terza di tre figli nati in una famiglia semplice. I miei genitori si sono sempre impegnati ad educarci e darci tutto quello di cui avevamo bisogno, soprattutto la fede e i valori della vita cristiana. Già da piccola, sembravo una bambina molto felice, attiva, libera e anche indipendente. Attorno a me portavo sempre tanta gioia e sembrava che tutto andasse bene. La verità però era diversa. A 3/4 anni vivevo tanta rabbia con me stessa perché mi sentivo incapace di aiutare la mia famiglia soprattutto durante i litigi tra i miei genitori. Avevo paura che la nostra famiglia si potesse dividere. Avevo tanti sensi di colpa, dove per la prima volta mi chiedevo se la mia vita avesse un valore. Davanti a questo non riuscivo a trovare il mio posto in famiglia e reagivo mettendomi un sorriso come maschera. Già in quel momento Dio era con me e mi preparava la mia strada perché quando avevo 7 anni, con la mia famiglia abbiamo cominciato a fare dei pellegrinaggi a Medjugorie dove abbiamo conosciuto la Comunità. Ogni anno, ascoltando le testimonianze, riconoscevo e desideravo sempre di più la risurrezione che vedevo in quei ragazzi e ragazze. Sentivo che tante volte le loro storie mi parlavano, ma non riuscivo a trovare la forza di poter parlare di quel che vivevo. Con il passare del tempo i miei sensi di colpa aumentavano e sentivo rabbia e odio verso me stessa, ma comunque non smettevo di cercare dei modi per essere felice e far felici le persone attorno a me. A 10/12 anni ho iniziato a trovare la felicità riempiendo i miei vuoti col cibo dove sono caduta velocemente nello squilibrio tra anoressia e bulimia, chiudendomi poi nella dipendenza con il computer. Facendo cosi riuscivo a spegnere tutti i miei bisogni d’amore arrivando a credere che nella mia vita non avrei avuto bisogno di nessuno. A 16 anni ho cambiato scuola pensando che mi aiutasse a cambiare le mie abitudini. Invece ho incontrato amicizie sbagliate ed ho cominciato ad andare alle feste, fumare e bere, dove anche per la prima volta ho fumato le “canne”.

Ho iniziato a vivere due vite: a casa mi impegnavo ad essere una brava figlia e andare a messa; fuori invece mi perdevo completamente nel male nascondendo chi ero veramente.

Nello stesso periodo mia sorella ha fatto un’esperienza in comunità, ed io iniziavo a vivere una battaglia interiore tra scegliere il bene o il male perché ero sempre più consapevole della vita che stavo vivendo, fino a cadere però in depressione.

Dopo qualche anno una domenica sono andata in chiesa, dove ho gridato “aiuto” a Dio. Lui mi ha risposto con la parola del Vangelo: “Ti dico alzati”.

In quel momento ho sentito che Dio mi voleva aiutare e che aspetta solo il mio “eccomi”. Dopo qualche mese sono entrata in comunità per un’esperienza di 40gg proprio nel periodo durante la festa della vita dove c’era come tema: “Ti dico alzati”. Entrando in comunità ho trovato una nuova vita ed ho potuto sperimentare la gioia vera nelle piccole cose: mi svegliavo al mattino col sorriso, lavoravo con le sorelle e vedevo come ero capace di superare i miei limiti.

La motivazione che mi ha fatto rimanere in comunità è stato proprio credere. Credere in Dio, in me, e in quello che sono capace di lottare per la mia vita. A 7 mesi di comunità ho avuto un periodo difficile dove volevo uscire perchè avevo perso la speranza. Un giorno parlando con la mia responsabile mi ha detto: “Chiedi aiuto a Madre Elvira, che lei interceda per te e ti faccia capire cosa devi fare”. Dopo qualche settimana, dentro di me sentivo come mi sorrideva e mi diceva: “Gioia mia, vai avanti, non temere vedrai grandi cose.” E quel momento è ancora oggi per me una grande motivazione per non aver paura di soffrire, ma credere e sognare donando la mia vita a chi mi sta accanto. Varie volte ho ricevuto il dono di fare angelo custode, dove potevo imparare cosa veramente significa l’amicizia vera. Superare le paure e poter aiutare e farmi aiutare. Mi ricordo un momento in cui, sono diventata angelo custode ad una ragazza in cui mi sono rivista molto a causa delle ferite, paure e insicurezze simili, dove all’inizio facevo tanta fatica a starle accanto. Gesù attraverso di lei mi diceva: “Guarda che io ti amo, guardati con i miei occhi perchè per me sei molto preziosa.” Ho potuto piano piano riconciliarmi col mio passato, abbracciando lei e attraverso di lei anche me stessa. Dopo due anni di comunità, ho ricevuto un grande dono: il trasferimento a Lourdes! Dove la Madonna, con la sua maternità e tenerezza mi ha aiutato a scoprire la mia fragilità e ho potuto iniziare a guarire la mia infanzia, soprattutto nel rapporto con mia mamma dove mi ha aiutato ad aprire il mio cuore ed accogliere il suo amore. L’anno scorso mia mamma ha fatto un’esperienza di due settimane, dove dentro di me avevo tanta paura e tanta insicurezza, sapevo che da parte mia il nostro rapporto non si era mai costruito nella verità e nella libertà di parlare di quello che vivevo. Ero molto felice che la mia mamma poteva conoscere meglio il ritmo della comunità, e che potevamo conoscerci attraverso il lavoro e con dialoghi che prima non riuscivamo ad avere. Un momento forte è stato dopo qualche giorno dove sentivo dentro di me tanta confusione e avevo tante aspettative da me stessa. Mi sono trovata da sola piangendo in cappella, chiedendo aiuto a Dio che mi potesse mandare qualcuno per poter parlare perchè pensavo che con mia mamma fosse impossibile. E Dio mi ha mandato proprio LEI! Per la prima volta sono riuscita a togliere la maschera di ragazza dura e forte, per poi farmi vedere cosi com’ero. Finalmente avevo aperto il cuore per sentirmi figlia amata e libera di scegliere quello che sentivo nel mio cuore. Voglio ringraziare Dio e la Madonna, Madre Elvira e la Comunità per non aver salvato solo me, ma tutta la mia famiglia, il matrimonio dei miei genitori, e che oggi non scappiamo più davanti alla sofferenza, ma l’affrontiamo insieme. Oggi giorno mi sveglio con una forza nuova, abbracciandomi per quello che sono con la voglia di vivere e desiderare un futuro pulito… amando, amando, amando e servendo!
 
Fonte: Comunità Cenacolo